Aneurisma Cerebrale

Aneurisma Cerebrale

Cos’è un Aneurisma Cerebrale?

 

Un aneurisma è una dilatazione in varie forme, usualmente a palloncino, situata in una zona particolare della parete di un’arteria o, molto più raramente di una vena.

L’aneurisma cerebrale è un disturbo cerebrovascolare abbastanza comune, causato dalla debolezza della parete del vaso. Non è ancora perfettamente chiaro perché si formi un aneurisma.

Il disturbo in genere deriva da un difetto congenito della parete arteriosa per mancanza di uno strato muscolare o da affezioni preesistenti quali l’ipertensione arteriosa e/o l’aterosclerosi (accumulo di depositi di grassi nella parete arteriosa), oppure da un trauma cranico pregresso.

Nel punto dell’arteria nel quale lo strato muscolare manca oppure è più debole, la parete si stira, si assottiglia ed infine si dilata. Il fumo accresce fortemente la probabilità che si possa formare un aneurisma.

Gli aneurismi cerebrali si presentano più comunemente negli adulti che nei bambini e sono più comuni nelle donne che negli uomini; possono presentarsi in ogni età ma sono prevalenti nel gruppo di età dai 30 ai 65 anni.

Prima della rottura gli aneurismi o sono  asintomatici oppure sono accompagnati da sintomi vaghi, quali nausea, mal di testa, vomito, improvvisa e grave cefalea, disturbi della visione, perdita di coscienza.

L’esordio è usualmente improvviso e senza nessun sintomo d’allarme.

La rottura di un aneurisma cerebrale è un evento pericoloso e determina il sanguinamento attorno  al cervello oppure al suo interno, determinando un ematoma intracranico (una massa di sangue, in genere coagulato, all’interno del cranio).

Il sanguinamento da rottura di un aneurisma porta altre conseguenze, come il risanguinamento a distanza di tempo, l’idrocefalo (l’accumulo eccessivo di liquido cerebro-spinale), il vasospasmo (restringimento patologico dei vasi cerebrali), l’ischemia cerebrale.

Gli aneurismi possono essere multipli.

E’ stato calcolato che su cinque pazienti con un aneurisma rotto, a distanza di un anno uno è sopravvissuto e non ha deficit neurologici, uno è sopravvissuto ed ha disturbi neurologici evidenti e tre sono deceduti.

E’ poco probabile che un aneurisma di dimensioni inferiori a 6 mm possa sanguinare. Gli aneurismi possono dilatarsi ed aumentare di diametro fino a determinare compressione sul parenchima cerebrale. Gli aneurismi di diametro superiore a 25 mm sono detti aneurismi giganti e pongono particolari problemi per il loro trattamento.

Dopo la rottura, che esordisce con un violento mal di testa, descritto come una pugnalata alla base cranica, di solito viene eseguita una TAC o, ormai più raramente, una puntura lombare. Dopo la diagnosi di emorragia subaracnoidea, viene eseguita una angiografia cerebrale la quale mette in evidenza la dilatazione aneurismatica, la sua sede e la sua forma e dimensioni.

Vi sono possibilità di trattamento?

Il trattamento d’emergenza per i pazienti affetti da un aneurisma cerebrale rotto e sanguinante, comprende usualmente la regolarizzazione dei disturbi respiratori e la riduzione dell’ipertensione endocranica.

 

L’intervento chirurgico, mirato alla chiusura del colletto dell’aneurisma ed alla sua esclusione dal circolo ematico, viene eseguito in genere nei primi 3 giorni, per evitare il rischio sempre imminente di un risanguinamento e per poter trattare il conseguente vasospasmo, in maniera più attiva.

 

Nei pazienti in cui l’intervento chirurgico può essere considerato a rischio, possono essere eseguite altre metodiche mirate alla chiusura endovascolare dell’aneurisma: la sua trombizzazione (coagulazione del sangue all’interno dell’aneurisma) mediante il rilascio all’interno della malformazione vascolare di microspirali, oppure il suo riempimento mediante palloncini (ballonizzazione).

 

Il trattamento di prima scelta è il riposo a letto assoluto, terapie farmacologiche per favorire la coagulazione, ridurre la pressione intracranica ed evitare il vasospasmo.

 

 

Dopo la chiusura dell’aneurisma, sempre per trattare il vasospasmo, può essere attuata una terapia ipertensiva-ipervolemica (emodiluizione ipervolemica)

 

Qual’è la prognosi di una rottura aneurismatica?

La prognosi per un paziente affetto da emorragia subaracnoidea per rottura di un aneurisma, dipende dalla sede dell’aneurisma e dall’estensione dell’emorragia.

 

Alcuni pazienti con un aneurisma rotto, muoiono per l’emorragia cerebrale iniziale. Altri pazienti hanno un recupero più o meno completo, con pochi o senza deficit neurologici conseguenti.

 

La diagnosi ed il trattamento precoci sono importanti.

 

A cosa mira il trattamento di un aneurisma.

Il trattamento chirurgico di un aneurisma si prefigge lo scopo di:

  • Evitare il risanguinamento escludendo dal circolo l’aneurisma.
  • Ripulire la zona dell’emorragia dai residui di sangue.
  • Evitare l’instaurarsi di un grave vasospasmo.
  • Favorire il trattamento intensivo del vasospasmo.
  • Evitare la formazione di idrocefalo o trattarlo se già instauratosi.

L’aneurisma può essere trattato o mediante aggressione chirurgica diretta o mediante trattamento di embolizzazione o ballonizzazione endovascolare.

L’approccio diretto è molto più efficace ed è relativamente sicuro. In anestesia generale ed a cranio aperto, si identifica il colletto dell’aneurisma, cioè la giunzione tra la parte sana dell’arteria ed il palloncino della dilatazione, in genere situato al punto di biforcazione di due arterie. Sul colletto dell’aneurisma viene posta una clip (una specie di piccola pinza) per chiudere definitivamente la parte debole del sistema.

In quei pazienti considerati a rischio, può essere eseguito il trattamento endovascolare (attraverso la navigazione con un catetere dell’albero arterioso, partendo usualmente dall’arteria femorale), mediante microspirali di platino o palloncini in silicone dilatabili e distaccabili.