La Chirurgia Vascolare è una branca della chirurgia che ha come obiettivi terapeutici arterie e vene, la visita ha lo scopo di analizzare la struttura, le funzioni e le eventuali patologie a carico dei vasi sanguigni e dei linfatici. Durante la visita, dopo un’anamnesi e cioè dopo la raccolta di tutta una serie di informazioni su stato di salute attuale e passato, sullo stile di vita etc., vengono presi in considerazione i problemi delle vene (varici, flebiti, tromboflebiti, ecc.) e delle arterie (arteropatie), anche avvalendosi, se necessario, di particolari strumenti diagnostici (doppler ed ecodoppler).

VISITA DI CHIRURGIA VASCOLARE successiva normalmente segue una prima visita già effettuata con lo stesso specialista. Il chirurgo vascolare controlla gli accertamenti richiesti in occasione della prima visita oppure valuta l’efficacia della terapia farmacologica precedentemente prescritta.

è l’esame più comune per la diagnosi e il controllo delle malattie vascolari, sia arteriose che venose. è una tecnica diagnostica che attraverso l’applicazione degli ultrasuoni, visualizza graficamente il movimento del sangue nei vasi sanguigni, la forma dei vasi stessi e le loro eventuali alterazioni. L’utilizzo del colore permette una più precisa individuazione delle aree con flusso anomalo. La zona del corpo del paziente oggetto dell’esame viene trattata con un gel che consente la corretta trasmissione degli ultrasuoni emessi dalla sonda. è una metodica non invasiva, che documenta in modo affidabile anche le più piccole lesioni

viene effettuato in genere per accertare se una carotide è sana o se presenta un’eventuale placca ateromasica che produce una stenosi o restringimento del vaso in questione. La placca può determinare l’indurimento ed il restringimento della parete interna della carotide, facilitando l’accumulo di trombi, fino alla chiusura lenta e completa della carotide. Il progressivo distacco nel tempo di emboli dalla carotide può provocare danni lievi o molto importanti al cervello. E’ un esame innocuo e indolore che viene eseguito in ambulatorio, dura circa 30 minuti e non ha bisogno di preparazione particolare. viene effettuato in genere per esaminare situazione legate a varie patologie tra cui: ictus recente per controllo, arteriopatia obliterante cronica periferica, aneurisma aortico, età superiore a 65 anni con fattori di rischio multipli, pazienti affetti da diabete mellito controlli post-operatori di TEA carotidea per escludere restenosi o lembi mobili. Si esplorano da entrambi i lati la carotide comune fino alla biforcazione carotidea, l’arteria succlavia e l’arteria vertebrale.

viene effettuato in genere per accertare l’eventuale presenza di trombi venosi supeficiali o profondi.

viene effettuato in genere per esaminare l’aspetto morfologico delle arterie dell’arto in esame alla ricerca di eventuali stenosi, occlusioni o aneurismi.

viene effettuato in genere per accertare l’eventuale presenza di trombi venosi supeficiali o profondi. Normalmente nell’esame vengono esplorate la vena femorale comune, la vena poplitea, le vene gemellari, la grande e la piccola safena e altre vene collaterali accessorie.

viene effettuato in genere per esaminare l’aspetto morfologico delle arterie dell’arto in esame alla ricerca di eventuali stenosi, occlusioni o aneurismi. Normalmente nell’esame vengono esplorate l’arteria femorale comune, l’arteria poplitea, le arterie tibiali.

viene effettuato in genere per esaminare patologie aneurismatiche o patologia ostruttive, evidenziando segni di ispessimento parietale, trombi o segni di dissecazioni. In genere si esegue l’esame dopo un dieta preparatoria, in modo da ridurre la presenza di aria e liquidi nell’intestino, così da agevolare il passaggio degli ultrasuoni. Di solito vengono esplorate l’arteria renale destra e quella sinistra, l’aorta sotto il diaframma e il distretto iliaco.

  • Per piede diabetico si intende una compromissione anatomica e/o funzionale del piede causata da una sofferenza dei nervi periferici, e/o da riduzione del circolo arterioso degli arti inferiori, cui spesso si sovrappone, a complicare il quadro clinico, un’infezione.
  • L’ulcera diabetica è l’espressione clinica più comune di questa complicanza.
  • Dato che il 60% delle amputazioni non traumatiche degli arti inferiori avviene in soggetti diabetici e circa l’80% della amputazioni sono precedute da un’ulcera al piede, è fondamentale la diagnosi precoce e la cura tempestiva di questa complicanza.

La visita ha la finalità di:

  1. fare uno screening della neuropatia periferica, della vasculopatia e delle alterazioni morfologiche del piede e si assegna un punteggio di rischio podologico. Lo screening consiste nell’esecuzione di un attento esame obiettivo e i pazienti positivi allo screening vengono prenotati per l’esecuzione di esami strumentali di 2° livello quale l’ecodoppler arterioso.
  2. curare le lesioni preulcerative in pazienti a rischio podologico elevato: ematomi, distrofie ungueali, ipercheratosi plantari ecc.
  3. curare del piede diabetico ulcerato, nel quale si eseguono toilette chirurgiche, medicazioni semplici e avanzate.