Ecografia dell’intestino, nuove frontiere diagnostiche.

Ecografia dell’intestino, nuove frontiere diagnostiche.

Come vengono gestite attualmente queste patologie?

 

L’ecografia permette di visualizzare in maniera agevole buona parte del duodeno, la porzione orizzontale del corpo gastrico e l’antro. Nella stenosi ipertrofica del piloro, l’ecografia rappresenta la metodica di prima istanza, grazie all’elevata accuratezza diagnostica e alla ripetibilità dell’indagine. Inoltre nel cancro gastrico consente la localizzazione della lesione oltre determinate dimensioni e la valutazione della sua profondità.

L’indagine permette di studiare la malattia diverticolare del colon e sono in corso studi prospettici per la diagnosi di diverticolite. Non meno importante risulta la definizione ecografica nelle emergenze chirurgiche addominali, fra cui l’appendicite acuta, risulta la più comune. Negli ultimi tempi è andato affermandosi lo studio delle malattie croniche dell’intestico, cioè il Morbo di Crohn e la Rettocolite ulcerosa.

Nuove frontiere diagnostiche dell’ecografia del tratto gastroenterico. Per fare il punto sulla situazione ne parliamo con il Dr. MICHELE CASAMASSIMA, specialista in Medicina Interna che si occupa da oltre 20 anni di ecografia multidisciplinare presso lo studio Igea a Capurso, attualmente fra i maggiori referenti dell’indagine ecografica del tratto gastroenterico.

Quali sono le indicazioni cliniche?

 «Il tratto gastroenterico può essere potenzialmente studiato nella sua interezza, dall’esofago al colon retto sia con le metodiche endoscopiche, già usate routinariamente, che con l’ecografia superficiale.

Possono essere studiate le ernie iatali da scivolamento e le neoplasie dell’esofago distale, osservando caratteristiche comuni ai tumori di tutto l’apparato gastroenterico delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino.

 

Ma come viene fatta l’ecografia del tratto gastroenterico e che risultati può dare?

Innanzitutto non richiede una preparazione particolare.E’ necessario solo il digiuno da almeno 8 ore per la prima esposizione; immediatamente dopo il paziente deve bere circa 2 litri d’acqua, in uno dei quali è stato preventivamente solubilizzato un mezzo di contrasto specifico innocuo, somministrabile per bocca e in grado di distendere le anse intestinali.

L’ecografia del tratto gastroenterico permette di gestire al meglio i pazienti con malattie infiammatorie croniche dell’intestino. L’indagine è molto utile nel follow up di queste patologie, permettendo la localizzazione e l’estensione del processo e soprattutto le complicanze quali fistole, stenosi e, nella loro diagnosi è molto importante l’inquadramento clinico del paziente.

Le malattie infiammatorie croniche dell’intestino possono destare sospetto se inizialmente compaiono sintomi quali algie addominali, alterazioni dell’alvo (diarrea), calo ponderale, iperpiressia o il riscontro di masse addominali alla palpazione.

 

Gli esami considerati oggi di prima linea sono le indagini di laboratorio, l’ecografia del tratto gastroenterico e gli esami endoscopici. Esami di seconda linea sono radiografia diretta dell’addome, RMN e TAC.