I Servizi

La Visita allergologica è effettuata al fine di definire sia le cause che provocano le manifestazioni allergiche, sia il trattamento di tali malattie. Un’allergia è una reazione eccessiva dell’organismo nei confronti di sostanze innocue, non patogene, dette allergeni. La visita è volta innanzi tutto a un’attenta raccolta di informazioni circa i modi di insorgenza dei sintomi allergici, la durata, l’attività lavorativa svolta ed eventuali terapie già assunte. L’accertamento di un’allergia può essere effettuato con diversi modalità, tra cui il il prick test (esame che misura la sensibilità della pelle a determinati stimoli, indotti dal medico) RAST (che è una particolare analisi del sangue) e il patch test (test specifico per la diagnosi delle dermatiti da contatto).

VISITA ALLERGOLOGICA SUCCESSIVA:

È una visita di controllo, eseguita dallo specialista per verificare l’evoluzione dell’allergia e l’effetto delle terapie eventualmente prescritte.

Prick Test per alimenti

E’ il test diagnostico più utilizzato in allergologia. Per i pazienti con allergie alimentari vanno testati, in genere, latte e derivati, uova, pesci e arachidi. Il test si esegue ponendo sulla parte interna degli avambracci delle gocce di estratto allergenico e pungendo leggermente la cute con un particolare dispositivo dotato di una punta molto sottile. La puntura permette la penetrazione dell’estratto allergenico.

Prick test per inalanti

E’ il test diagnostico più utilizzato in allergologia. Per un paziente con sintomi respiratori vanno testati, in genere, i seguenti allergeni: graminacee, parietaria, olivo, cipresso, acari della polvere ed epiteli di cane e gatto. Il test si esegue ponendo sulla parte interna degli avambracci delle gocce di estratto allergenico e pungendo leggermente la cute con un particolare dispositivo con una punta molto sottile. La puntura permette la penetrazione dell’estratto allergenico.

Spirometria

La Spirometria è il test più comune per valutare la funzionalità polmonare. E’ un esame molto semplice e non invasivo, particolarmente efficace nella diagnosi e nella valutazione della funzionalità polmonare nelle persone affette da asma bronchiale e da altre malattie respiratorie restrittive o ostruttive delle vie aeree. Si esegue con l’ausilio di uno strumento chiamato spirometro che consiste in un misuratore del flusso o del volume d’aria mobilizzata dal paziente, il quale deve eseguire delle manovre respiratorie mentre è collegato con la bocca allo spirometro. Questo test è in grado di identificare e quantificare difetti e anomalie dell’apparato respiratorio e rilevare i deficit di funzione polmonare, la presenza e il grado di ostruzione delle vie aeree, l’efficienza degli scambi gassosi

Per un’esecuzione corretta delle Prove di Funzionalità Respiratoria è indicata la sospensione dei farmaci broncodilatatori almeno 6 ore prima dell’esame. Si consiglia, inoltre, astensione dal fumo.

Patch test per dermatiti da contatto o test epicutanei

Sono una metodica molto utilizzata in dermatologia o in allergologia per determinare le cause di dermatiti da contatto. Per l’effettuazione del test si applicano cerotti speciali, contenenti le sostanze allergeniche sospette (dette apteni). Il test viene interpretato dal medico dopo due o tre giorni dall’applicazione dei cerotti e in relazione alla risposta vengono identificate le sostanze alle quali il paziente è risultato essere allergico, il grado della reazione ottenuta e le regole di prevenzione per quelle determinate sostanze. In base all’attività lavorativa del paziente e alle sostanze sospette il patch test standard può essere integrato con apteni particolari.

Patch test per Nichel

viene effettuato per verificare se questi disturbi sono dovuti all’allergia verso il nichel solfato, una delle più diffuse allergie da contatto in continuo aumento nei paesi industrializzati.

La Visita Cardiologica è finalizzata ad effettuare un esame clinico completo del paziente con particolare riguardo alla ricerca di eventuali fattori di rischio clinici. La visita prevede un’anamnesi completa relativa alla situazione clinica attuale del paziente, alla raccolta di informazioni sulle abitudini (alimentazione, attivita’ fisica, fumo) e su eventuali malattie in atto o precedenti, malattie presenti in famiglia e eventuali farmaci assunti. Vengono misurati inoltre parametri quali pressione arteriosa e frequenza cardiaca, viene valutata la presenza di edemi. A seguito di questa prima visita lo specialista potra’ eseguire e/o richiedere ulteriori accertamenti.

L'Elettrocardiogramma

(ECG è la registrazione e la riproduzione grafica dell’attività elettrica del cuore che si verifica nel ciclo cardiaco. Lo strumento (elettrocardiografo) registra l’attività del cuore tramite elettrodi applicati in vari punti del corpo (torace, polsi e caviglie). L’Elettrocardiogramma a riposo può evidenziare patologie delle coronarie, alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie, extrasistoli, fibrillazione) e variazioni del volume cardiaco.

L'Ecocardiogramma

è un esame che utilizza gli ultrasuoni (un tipo di onde sonore innocue) per visualizzare l’anatomia e la funzione di tutte le strutture cardiache esplorabili (camere cardiache, valvole, grandi vasi); viene completato con lo studio doppler (CW-PW e color doppler) per valutare i flussi cardiaci.

L'ECG dinamico 24h o esame Holter

è un elettrocardiogramma particolare, effettuato per studiare l’attività elettrica del cuore nell’arco delle 24 ore , quindi, per valutare il ritmo cardiaco del paziente durante una sua giornata tipo. Tale esame viene eseguito con l’ausilio di un piccolo elettrocardiografo portatile alimentato a batteria, che il paziente porta con se per tutta la giornata e sul quale si fa una registrazione prolungata (24 ore) dell’Elettrocardiogramma a tre o dodici derivazioni, questa avviene mediante alcuni elettrodi applicati al torace e connessi al registratore tramite piccoli cavi. Il tracciato viene registrato su particolari memorie elettroniche e poi refertato dal medico con l’ausilio di un computer.  I sistemi portatili di registrazione continua del tracciato elettrocardiografico per 24 (o anche 48) ore, attualmente consentono con estrema facilità lo studio del comportamento dell’apparato cardiocircolatorio in ogni condizione e per lunga durata, documentando la presenza di turbe del ritmo cardiaco (aritmie ipercinetiche o ipocinetiche), disturbi della conduzione atrio-ventricolare o intraventricolare, turbe della ripolarizzazione ventricolare, etc.

Il monitoraggio dinamico della pressione arteriosa/HOLTER PRESSORIO fornisce informazioni utili e complete per la valutazione del paziente iperteso. La pressione arteriosa, in genere, è più elevata nelle prime ore del mattino e durante il giorno e si riduce anche del 10-20%, nelle ore serali e durante il sonno. I valori pressori dei pazienti ipertesi quindi normalmente presentano un andamento circadiano simile a quello normale; tuttavia, una certa percentuale di soggetti non manifesta la riduzione fisiologica serale o, addirittura, presenta ipertensione notturna. Il Monitoraggio della pressione arteriosa 24 h secondo il metodo Holter è quindi fondamentale per studiare l’andamento della pressione arteriosa durante le ore diurne e le ore notturne, determinando le variazioni circadiane e notturne, e arrivando a definire un profilo pressorio che rispecchia maggiormente quello reale rispetto alla misurazione tradizionale isolata. L’uso di tale metodica consente di disporre di una quantità notevole di valori pressori. Gli apparecchi per effettuare questo tipo di indagine (registratori Holter) sono, in genere, ben tollerati dai pazienti, che possono svolgere il lavoro e le attività quotidiane abituali.

La Visita Chirurgicaè eseguita da un medico specialista di patologie che non possono essere curate solo con l’uso di farmaci. La visita, eventualmente finalizzata alla pianificazione e/o programmazione di un intervento, prevede un’anamnesi completa relativa alla situazione clinica attuale del paziente e alla storia clinica passata con particolare riguardo a malattie pregresse, malattie presenti in famiglia, eventuali farmaci assunti e valutazione dei disturbi riferiti dal paziente.

La Visita Chirurgica successiva normalmente segue una prima visita già effettuata con lo stesso specialista, allo scopo di controllare gli accertamenti richiesti in occasione della prima visita, oppure ancora valutare l’efficacia della terapia farmacologica precedentemente prescritta.

La Visita Proctologica

è eseguita da un medico specialista di patologie ano-rettali. La visita prevede un’anamnesi completa relativa alla situazione clinica attuale del paziente e alla storia clinica passata con riguardo a malattie passate, malattie presenti in famiglia, eventuali farmaci assunti. Si passa poi ad esaminare la causa dei sintomi lamentati dal paziente, attraverso una visita generale ed un’eventuale esplorazione ano-rettale.

La Visita Proctologica + rettoscopia

è eseguita da un medico specialista di patologie ano-rettali. La visita prevede un’anamnesi completa relativa alla situazione clinica attuale del paziente e alla storia clinica passata con riguardo a malattie passate, malattie presenti in famiglia, eventuali farmaci assunti. Si passa poi ad esaminare la causa dei sintomi lamentati dal paziente, attraverso una visita generale ed un’eventuale esplorazione ano-rettale. La Rettoscopiaè l’esame endoscopico del retto, molto utile nella definizione di diverse patologie retto-sigmoidee, tra le quali ragadi, polipi, tumori, proctiti. Normalmente si esegue con il paziente sdraiato sul fianco sinistro e con le gambe piegate sull’addome. Per l’esecuzione della rettoscopia si utilizza un tubo rigido del diametro di circa 2 cm che viene introdotto sino al raggiungimento della giunzione retto sigmoidea; tale tubicino presenta all’estremità delle fibre ottiche che trasmettono immagini ad un monitor. E’ un esame indolore e può essere svolto senza preparazione intestinale (pulizia dell’intestino).

La Visita di Chirurgia Plastica è finalizzata all’analisi del difetto morfologico – funzionale lamentato dal paziente, sia esso congenito che acquisito e quindi secondario a traumi, neoplasie o malattie degenerative, ed eventualmente alla pianificazione e/o programmazione di un intervento volto alla soluzione di tale patologia. La visita prevede anche un’anamnesi completa relativa alla situazione clinica attuale del paziente e alla storia clinica passata con riguardo a malattie pregresse, malattie presenti in famiglia, eventuali farmaci assunti.

Tale visita è in genere finalizzata alla valutazione della necessità di un intervento di : Mastoplastica Additiva RiduttivaAddominoplasticaLifting volto, BlefaroplasticaLiposuzione Liposcultura, o di natura ricostruttiva come ad esempio revisione di esiti cicatriziali anomali e Ricostruzioni mammarie post-mastectomia ecc, odi interventi chirurgici in anestesia locale per la rimozione di neoformazioni cutanee (nevi atipici, fibromi cutanei, verruche ecc) e neoformazioni sottocutanee come (lipomi, cisti sebacee ecc)

La Terapia laser per l’asportazione di verruche, angiomi, condilomi, e, in generale, di ogni neoformazione benigna

si dimostra ottimale perché è sicura, rapida e ben tollerata. Il fascio laser è estremamente preciso e potente e fonda la sua azione sull’improvviso innalzamento della temperatura esclusivamente dei tessuti con cui viene a contatto provocandone l’immediata distruzione, in maniera totalmente selettiva, salvaguardando cioè i tessuti non interessati.

L’Epilazione laser assistita

consente una depilazione più duratura che quella ottenuta con le altre tecniche tradizionali (rasatura, ceretta, etc.).. Lo specialista usa una luce laser opportunamente regolata, la luce arriva al follicolo pilifero, qui si trasforma in calore provocando per necrosi termica la caduta del pelo. Il trattamento non lascia segni e non provoca dolore.

Trattamento Laser per macchie cutanee

lo specialista usa il laser per eliminare le macchie cutanee che appaiono sulla pelle e sono dovute a una concentrazione eccessiva di melanina dovuta o all’invecchiamento naturale della pelle o a un’esposizione eccessiva al sole. Il laser, privo di effetti collaterali rilevanti, penetra attraverso la cute e provoca il dissolvimento della concentrazione eccessiva di melanina. Il trattamento laser puo’, inoltre, essere utilizzato per la rimozione di tatuaggi e di teleangectasie arti inferiori.

Trattamenti di medicina estetica

come Filler con Acido ialuronico (per il riempimento di solchi e rughe del volto), Tossina Botulinica ( per il trattamento delle rughe della fronte e perioculari e dell’iperidrosi), trattamenti con Ossigenoterapia e Biorivitalizzazione (per il trattamento Anti-aging del volto).

La Chirurgia Vascolare è una branca della chirurgia che ha come obiettivi terapeutici arterie e vene, la visita ha lo scopo di analizzare la struttura, le funzioni e le eventuali patologie a carico dei vasi sanguigni e dei linfatici. Durante la visita, dopo un’anamnesi e cioè dopo la raccolta di tutta una serie di informazioni su stato di salute attuale e passato, sullo stile di vita etc., vengono presi in considerazione i problemi delle vene (varici, flebiti, tromboflebiti, ecc.) e delle arterie (arteropatie), anche avvalendosi, se necessario, di particolari strumenti diagnostici (doppler ed ecodoppler).

VISITA DI CHIRURGIA VASCOLARE successiva normalmente segue una prima visita già effettuata con lo stesso specialista. Il chirurgo vascolare controlla gli accertamenti richiesti in occasione della prima visita oppure valuta l’efficacia della terapia farmacologica precedentemente prescritta.

L'Ecocolordoppler

è l’esame più comune per la diagnosi e il controllo delle malattie vascolari, sia arteriose che venose. è una tecnica diagnostica che attraverso l’applicazione degli ultrasuoni, visualizza graficamente il movimento del sangue nei vasi sanguigni, la forma dei vasi stessi e le loro eventuali alterazioni. L’utilizzo del colore permette una più precisa individuazione delle aree con flusso anomalo. La zona del corpo del paziente oggetto dell’esame viene trattata con un gel che consente la corretta trasmissione degli ultrasuoni emessi dalla sonda. è una metodica non invasiva, che documenta in modo affidabile anche le più piccole lesioni

L'Ecocolordoppler carotideo o dei vasi epiaortici

viene effettuato in genere per accertare se una carotide è sana o se presenta un’eventuale placca ateromasica che produce una stenosi o restringimento del vaso in questione. La placca può determinare l’indurimento ed il restringimento della parete interna della carotide, facilitando l’accumulo di trombi, fino alla chiusura lenta e completa della carotide. Il progressivo distacco nel tempo di emboli dalla carotide può provocare danni lievi o molto importanti al cervello. E’ un esame innocuo e indolore che viene eseguito in ambulatorio, dura circa 30 minuti e non ha bisogno di preparazione particolare. viene effettuato in genere per esaminare situazione legate a varie patologie tra cui: ictus recente per controllo, arteriopatia obliterante cronica periferica, aneurisma aortico, età superiore a 65 anni con fattori di rischio multipli, pazienti affetti da diabete mellito controlli post-operatori di TEA carotidea per escludere restenosi o lembi mobili. Si esplorano da entrambi i lati la carotide comune fino alla biforcazione carotidea, l’arteria succlavia e l’arteria vertebrale.

L'Ecocolordoppler venoso degli arti superiori

viene effettuato in genere per accertare l’eventuale presenza di trombi venosi supeficiali o profondi.

L'Ecocolordoppler arterioso degli arti superiori

viene effettuato in genere per esaminare l’aspetto morfologico delle arterie dell’arto in esame alla ricerca di eventuali stenosi, occlusioni o aneurismi.

L'Ecocolordoppler venoso arti inferiori

viene effettuato in genere per accertare l’eventuale presenza di trombi venosi supeficiali o profondi. Normalmente nell’esame vengono esplorate la vena femorale comune, la vena poplitea, le vene gemellari, la grande e la piccola safena e altre vene collaterali accessorie.

L'Ecocolordoppler arterioso degli arti inferiori

viene effettuato in genere per esaminare l’aspetto morfologico delle arterie dell’arto in esame alla ricerca di eventuali stenosi, occlusioni o aneurismi. Normalmente nell’esame vengono esplorate l’arteria femorale comune, l’arteria poplitea, le arterie tibiali.

L'Ecocolordoppler dell'aorta addominale

viene effettuato in genere per esaminare patologie aneurismatiche o patologia ostruttive, evidenziando segni di ispessimento parietale, trombi o segni di dissecazioni. In genere si esegue l’esame dopo un dieta preparatoria, in modo da ridurre la presenza di aria e liquidi nell’intestino, così da agevolare il passaggio degli ultrasuoni. Di solito vengono esplorate l’arteria renale destra e quella sinistra, l’aorta sotto il diaframma e il distretto iliaco.

Visita di chirurgia vascolare per piede diabetico

  • Per piede diabetico si intende una compromissione anatomica e/o funzionale del piede causata da una sofferenza dei nervi periferici, e/o da riduzione del circolo arterioso degli arti inferiori, cui spesso si sovrappone, a complicare il quadro clinico, un’infezione.
  • L’ulcera diabetica è l’espressione clinica più comune di questa complicanza.
  • Dato che il 60% delle amputazioni non traumatiche degli arti inferiori avviene in soggetti diabetici e circa l’80% della amputazioni sono precedute da un’ulcera al piede, è fondamentale la diagnosi precoce e la cura tempestiva di questa complicanza.

La visita ha la finalità di:

  1. fare uno screening della neuropatia periferica, della vasculopatia e delle alterazioni morfologiche del piede e si assegna un punteggio di rischio podologico. Lo screening consiste nell’esecuzione di un attento esame obiettivo e i pazienti positivi allo screening vengono prenotati per l’esecuzione di esami strumentali di 2° livello quale l’ecodoppler arterioso.
  2. curare le lesioni preulcerative in pazienti a rischio podologico elevato: ematomi, distrofie ungueali, ipercheratosi plantari ecc.
  3. curare del piede diabetico ulcerato, nel quale si eseguono toilette chirurgiche, medicazioni semplici e avanzate.

Visita Dermatologica

La visita dermatologica ha lo scopo di accertare la presenza di una malattia della pelle e giungere a formulare una corretta diagnosi e un adeguato percorso terapeutico della patologia. La visita inizia con un attenta raccolta da parte dello specialista di tutte le informazioni inerenti la patologia lamentata, quali epoca di comparsa dei sintomi, evoluzione delle manifestazioni cliniche e della sintomatologia. Successivamente si passa un’accurata ispezione di tutte le parti del corpo interessate dalla patologia o potenzialmente collegate.

La Visita Dermatologica successiva normalmente segue una prima visita già effettuata con lo stesso specialista, allo scopo di controllare gli accertamenti richiesti in occasione della prima visita oppure valutare l’efficacia della terapia farmacologica precedentemente prescritta.

Visita Dermatologica e Mappa dei Nei

è una tecnica moderna di osservazione dei nei, la cui corretta dizione è Dermatoscopia ad Epiluminescenza. Tale esame viene effettuato con uno strumento chiamato dermatoscopio, che permette allo specialista di studiare in vivo le micro-strutture e l’architettura delle lesioni pigmentarie, invisibili ad occhio nudo. Tale esame è di grande importanza a scopo preventivo. Attraverso l’osservazione della cute mediante il dermatoscopio, il dermatologo può esaminare direttamente ed in modo non invasivo e indolore, le micro-strutture anatomiche che si trovano all’interno della pelle, valutando se una lesione pigmentata cutanea è di tipo melanocitico o non melanocitico e potendo discriminare, nell’ambito di quelle melanocitarie, quelle benigne da quelle maligne o sospette tali.

Il Diabete Mellito è una condizione caratterizzata da un livello di glucosio circolante nel sangue cronicamente elevato (iperglicemia) secondario ad un difetto di secrezione o di attività dell’insulina o più spesso di entrambi.

L’iperglicemia cronica è causa di gravi danni a vari organi del nostro corpo: occhio, rene, apparato cardiovascolare, sistema nervoso periferico, piedi. Il danno è tanto maggiore quanto più lunga è la durata e peggiore è il controllo del Diabete.

Il Diabete è una malattia subdola e scarsamente sintomatica per cui spesso si manifesta tardivamente; fondamentale per la riduzione delle complicanze un approccio diagnostico terapeutico precoce ed aggressivo.

La visita diabetologica diventa un momento fondamentale in cui si esegue la conferma diagnostica della patologia, lo screening delle complicanze, l’avvio di una terapia adeguata e la compilazione di esenzione ticket e programma di cura. A termine della visita lo specialista richiedera’ una serie di esami tra cui (ECG, doppler degli arti inferiori, esame del FUNDUS, esami del sangue etc)

VISITA ENDOCRINOLOGICA

Sono comprese le prestazioni che si occupano di trattare:

le malattie endocrinologiche:

  • malattie dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi;
  • malattie dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene;
  • altre patologie dell’adenoipofisi;
  • patologie della neuroipofisi;
  • altre patologie dei surreni;
  • patologie delle paratiroidi e del metabolismo fosfo-calcico;

le malattie della tiroide:

  • iperfunzione ed ipofunzione dell’organo;
  • Gozzo semplice e nodulare;

La Visita Dietologica eseguita da un esperto di nutrizione e alimentazione è finalizzata a individuare un percorso terapeutico fondato su una corretta alimentazione in relazione alle richieste e alle problematiche presentate dal paziente. Inizia, di prassi, con un’anamnesi completa relativa alla situazione clinica attuale del paziente e alla sua storia clinica passata, con riguardo a malattie pregresse, malattie presenti in famiglia, eventuali farmaci assunti e analisi di eventuali sintomi riferiti dal paziente. Si passa poi all‘analisi antropometrica e plicometrica che consiste nel misurare le circonferenze corporee e prendere le pliche corporee al fine di determinare la corretta distribuzione del grasso corporeo affinché lo specialista possa personalizzare al meglio il piano alimentare. Se non sono necessari ulteriori esami clinici di approfondimento, lo specialista predispone uno schema dietetico, ossia consiglia l’utilizzo più adeguato degli alimenti, la loro frequenza e gli intervalli dei pasti, in relazione alle esigenze dell’organismo, razionalizzando le calorie da assumere attraverso un’idonea quantità di principi nutritivi. Uno schema dietetico consiste, in genere, nel fissare il peso ottimale, attraverso il calcolo del metabolismo basale, per arrivare alla determinazione del fabbisogno energetico totale giornaliero. E’ bene ribadire che seguire una dieta non significa fare la fame e/o astenersi dal mangiare, anzi tutt’altro, ci si approccia in maniera corretta ed equilibrata alla tavola scegliendo bene gli alimenti giusti.
La Visita Dietologica successiva normalmente segue una prima visita già effettuata con lo stesso specialista, allo scopo di controllare gli esami richiesti in occasione della precedente visita, oppure valutare l’efficacia della dieta prescritta, e così via.

L'Ecografia dell'addome completo

è un’ecografia che interessa un’area molto vasta e che, in un certo senso, comprende diverse ecografie in una sola indagine. È eseguita per documentare eventuali patologie epatiche, della colecisti (piccolo organo nel quale è conservata la bile prodotta dal fegato), delle vie biliari (piccoli canali attraversati dalla bile che è una sostanza fondamentale nei processi digestivi), del pancreas, dei reni e dei surreni. Attraverso le informazioni sulle dimensioni e sulla forma degli organi ricavate dall’esame, è possibile diagnosticare malattie di varia natura a carico di tutti gli organi addominali, oltre a rilevare la presenza di neoformazioni (tumori per es.), di liquido libero o di raccolte di liquido all’interno dell’addome.

L'Ecografia addome inferiore

o transaddominale della pelvi femminile è la metodica di prima scelta per lo studio non invasivo dell’apparato urinario e riproduttivo (vescica, utero e ovaie). Con tale esame è possibile visualizzare le dimensioni dell’utero e l’eventuale presenza di miomi, la morfologia e le dimensioni delle ovaie e la possibile presenza di masse o formazioni cistiche, lo spessore dell’endometrio e la vescica, mettendo in evidenza qualsiasi alterazione cui questi organi sono soggetti, ivi compresa la patologia tumorale. L’ecografia dell’addome inferiore richiede sempre un adeguato riempimento vescicale e può essere eseguito in qualsiasi giorno del ciclo mestruale.
Nell’uomo l’ecografia dell’addome inferiore in genere ha lo scopo di indagare principalmente la prostata, la vescica e il resto dell’apparato urinario (ureteri-pelvi maschili).

L'Ecografia dell'addome superiore

è un’ecografia che interessa un’area piuttosto vasta e che, in un certo senso, comprende diverse ecografie in un solo esame. Vengono esplorati diversi organi, in particolare vengono indagati fegato, milza, pancreas, vie biliari, reni, surreni e stazioni linfonodali. Attraverso le informazioni sulle dimensioni e sulla forma degli organi ricavate dall’esame è possibile diagnosticare malattie di varia natura a carico di tutti gli organi addominali quali: patologie o lesioni a carico del fegato, della colecisti, del pancreas, della milza, dei reni, dei surreni e dei linfonodi addominali. Per eseguire l’esame, in genere, il paziente deve essere a digiuno da almeno sei ore.

Ecografia capo e collo

È un esame che utilizza gli ultrasuoni per studiare la testa e le ghiandole del collo (tiroide, paratiroidi, linfonodi, ghiandole salivari). Lo strumento utilizzato è formato da un computer, da un monitor e da una sonda ecografica, La sonda emette le onde sonore e rileva i suoni di ritorno (eco). Il computer li rielabora e si ottengono così, sul monitor, immagini della parte del corpo studiata. L’ecografia del collo è utilizzata in particolare per studiare la tiroide, soprattutto per rilevare la presenza di eventuali noduli. Lo studio ecografico del collo, inoltre, è molto importante per effettuare una diagnosi precoce di eventuali patologie a carico dei linfonodi. L’ingrossamento di un linfonodo del collo, infatti, può essere la prima manifestazione di un linfoma maligno o di una metastasi, ossia la riproduzione di un tumore lontano dal luogo di origine o semplicemente una condizione reattiva a un episodio infettivo. Si tratta di un esame non invasivo, breve, non é pericoloso, né doloroso.

L'Ecografia delle ghiandole salivari

è effettuata, normalmente, per indagare eventuali sospette patologie a carico delle ghiandole salivari (parotide, sottomascellare e sottolinguale). Attraverso le informazioni sulle dimensioni e sulla forma delle ghiandole è possibile diagnosticare patologie di varia natura: scialodeniti acute e croniche (infiammazioni comuni delle ghiandole), tumori benigni o maligni (patologie che comportano un aumento di volume o variazioni di consistenza di una sola ghiandola), presenza di calcolosi delle ghiandole salivari, e cioè la formazione di piccoli calcoli con sintomi molto caratteristici che prendono il nome di coliche salivari (un dolore intenso all’inizio della masticazione con rigonfiamento di una ghiandola, in genere la sottomandibolare).

L'Ecografia muscolo tendinea

è un esame per mezzo del quale si studiano le strutture tendinee e legamentose che fissano i muscoli alle ossa. Tali strutture anatomiche sono oggetto di sollecitazioni importanti soprattutto in soggetti che praticano attività sportiva. Lo studio ecografico delle strutture muscolari e tendinee in soggetti anche non sportivi, consente la valutazione di eventuali processi infiammatori o degenerativi spesso causa di dolori o limitazioni funzionali. Con tale esame si evidenziano eventuali alterazioni a carico di spalla, gomito, polso, ginocchio, caviglia, anca nel neonato.

L'ecografia osteo articolare

consiste in un’indagine ecografica di ossa e articolazioni. E’ un esame opportuno per la valutazione di patologie a carico delle articolazioni tra le quali polso, mano, anca, ginocchio, spalla, caviglia e piede. Nei bambini entro i tre mesi di età di prassi si effettua l’ecografia delle anche allo scopo di controllare l’eventuale presenza della displasia congenita dell’anca, che se non diagnosticata in tempo, può compromettere il corretto sviluppo motorio.

L'Ecografia pelvica sovrapubica

o transaddominale della pelvi femminile è la metodica di prima scelta per lo studio non invasivo dell’apparato riproduttivo (utero e ovaie). Con tale esame è possibile visualizzare le dimensioni dell’utero e l’eventuale presenza di neoformazioni, la morfologia e le dimensioni delle ovaie e la possibile presenza interna di masse, lo spessore dell’endometrio e la vescica, mettendo in evidenza qualsiasi alterazione cui questi organi sono soggetti, ivi compresa la patologia tumorale. L’ecografia pelvica sovrapubica richiede sempre un adeguato riempimento vescicale e può essere eseguito in qualsiasi giorno del ciclo mestruale.
Nell’uomo l’ecografia pelvica sovrapubica in genere ha lo scopo di indagare principalmente la prostata, la vescica e il resto dell’apparato urinario. Per maggiori informazioni vedi ecografia prostatica sovrapubica o transrettale ed ecografia vescicale.

L'Ecografia dei tessuti molli

è in grado di evidenziare lesioni a contenuto liquido o solido. Inoltre, ci fornisce informazioni sulle dimensioni reali e sulla precisa localizzazione delle stesse, (superficiale, intra- muscolare o extra-muscolare, vicina ai vasi o alle articolazioni). Ci fornisce informazioni circa i margini della lesione in esame e ci consente di stabilire i suoi rapporti con i tessuti circostanti, in particolare con le strutture nervose e vascolari.

L'Ecografia tiroidea

consente una visualizzazione piuttosto efficace della ghiandola, con misurazione esatta delle dimensioni e valutazione della morfologia. L’esame ecografico misura, nello specifico, i diametri (trasversale, antero-posteriore e longitudinale) di entrambi i lobi e dell’istmo della tiroide con calcolo finale del volume tiroideo, per diagnosticare l’eventuale presenza del cosiddetto “gozzo diffuso” (aumento del volume ghiandolare tiroideo), e in particolare verifica la presenza di noduli, ne esamina le caratteristiche (solido, liquido, misto), i margini e i rapporti con le altre strutture.
Se l’indagine ecografica è eseguita con la tecnica doppler ci fornisce informazioni circa la vascolarizzazione della tiroide o di un singolo nodulo così da avere importanti informazioni circa la funzionalita’ e l’attivita’ metabolica.

L'Ecografia mammaria

è efficace e affidabile nello studio delle alterazioni benigne della mammella quali malattia fibrocistica, fibroadenomi e dilatazioni dei dotti galattofori. Se all’esame ecografico la lesione riscontrata è sospetta, allora l’indagine può essere completata da una mammografia ed eventualmente da un’agobiopsia, sempre attraverso controllo ecografico. Nella donna di età inferiore ai 30 anni, se si è in presenza di un nodo palpabile, l’ecografia mammaria rappresenta l’esame di prima scelta; sopra i 30 anni, se il nodo è palpabile, è raccomandabile far precedere l’ecografia da una mammografia.

L'Ecografia delle anse intestinali

è un esame diagnostico non invasivo che, tramite ultrasuoni emessi da una sonda appoggiata sull’addome del paziente, permette di studiare gran parte dell’intestino. In linea di massima, l’ecografia intestinale si esegue per individuare, o per monitorare, malattie infiammatorie intestinali di tipo cronico (morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa, diverticolosi). Con questo esame è inoltre possibile confermare o escludere, in molti casi, un sospetto di appendicite. L’esame generalmente dura 45 minuti, viene prescritto dai gastroenterologi e non è indicato in presenza di sospetti tumori e/o polipi.

La Visita Ematologica + striscio di sangue periferico è effettuata dall’ematologo che si occupa dello studio delle malattie del sangue e del sistema linfatico, consente, pertanto, l’inquadramento diagnostico (mediante visita e striscio di sangue periferico) delle leucocitosi (incremento dei globuli bianchi) / leucopenie (riduzione dei globuli bianchi), anemie (riduzione dell’emoglobina) / poliglobulie (incremento dell’emoglobina), piastrinosi (incremento delle piastrine) / piastrinopenie (riduzione delle piastrine), linfoadenopatie (aumento di dimensione dei linfonodi), splenomegalia (incremento di dimensione della milza).

STRISCIO DI SANGUE PERIFERICO

E’ indispensabile per una corretta valutazione diagnostica in campo ematologico.
La colorazione si esegue con la metodica di May-Grunwald-Giemsa. L’esame microscopico dello striscio di sangue periferico, ci consente di individuare modifiche di forma e di dimensioni dei globuli rossi, ldi studiare la morfologia dei leucociti, eventuali variazioni della formula leucocitaria con la presenza o meno di cellule immature. Inoltre è possibile valutare la presenza di piastrine, la morfologia di queste e la possibile presenza di aggregati.

La Visita Fisiatrica è effettuata da un medico specializzato in Fisiatria.

Il fisiatra studia le patologie continua… che possono colpire la funzionalità dei vari apparati dell’organismo, soprattutto quello locomotore. Durante la visita il medico ricerca le cause dell’alterato equilibrio posturale, più frequentemente a carico della colonna vertebrale (discopatie, ernie discali, scoliosi, spondilolistesi) e degli arti superiori e inferiori e indica quale terapia fisica o di riabilitazione debba seguire un paziente. Tra le diverse affezioni che possono interessare l’apparato locomotore, rientrano nel campo della fisiatria l’artrosi che è una patologia non infiammatoria delle articolazioni, i reumatismi che invece sono patologie delle articolazioni di origine infiammatoria e vari problemi di origine neurologica. Con la visita fisiatrica lo specialista determina il protocollo specialistico riabilitativo, le modalità e la durata delle prestazioni di medicina fisica e riabilitativa. Il fisiatra è, per così dire, il responsabile del progetto riabilitativo, coordinandone gli interventi tecnici; sarà compito del personale a ciò specializzato, e cioè i fisioterapisti, applicare le procedure indicate dal fisiatra in sede di protocollo specialistico riabilitativo al fine di garantire al paziente il recupero.

VISITA FISIATRICA PER PATOLOGIE ORTOPEDICHE

Vengono valutati pazienti con patologie ortopediche suscettibili di riabilitazione per le quali è prevista la presa in carico per il trattamento o l’invio a centri esterni convenzionati.

VISITA FISIATRICA DI CONTROLLO

La visita di controllo finale è prevista per la verifica degli obiettivi raggiunti ed eventuale programmazione di ulteriori controlli.

VISITA FISIATRICA PER PATOLOGIE NEUROLOGICHE

Vengono valutati pazienti affetti da patologie neurologiche o da esiti di lesioni cerebrali acute o croniche (disfunzioni motorie, afasia, disfagia). In tale sede viene considerata la necessità di presa in carico riabilitativa (fisioterapia, logopedia…) o la prescrizione di ausili.

Lo specialista, durante la visita, raccoglie con scrupolo tutte le informazioni circa la storia clinica del paziente. Successivamente esegue una valutazione delle problematiche gastroenterologiche riferite dal paziente che possono riguardare molteplici aspetti quali malattie dell’esofago, dello stomaco, dell’intestino tenue, del colon, del retto, del canale anale, del pancreas, del fegato, della cistifellea e delle vie biliari. Un’attenta valutazione dello specialista gastroenterologo necessita inoltre di attente considerazioni circa la familiarità, lo stile di vita, le eventuali malattie già note e l’esame obiettivo del paziente. La visita dovrà necessariamente prevedere la valutazione delle eventuali documentazioni precedenti o terapie già in atto. Si procede quindi con l’esame obiettivo generale e con l’esame specifico dell’addome per valutare gli organi dell’apparato digerente esplorabili dall’esterno. La valutazione gastroenterologica può esaurirsi con la prescrizione di una terapia o la richiesta di accertamenti specialistici, come ad esempio esami endoscopici o ecografia.

La prima visita specialistica viene, di solito, richiesta dal Medico di Medicina Generale per riscontro nel paziente anziano Suo assistito di un sospetto di demenza, i successivi controlli sono prenotati direttamente dallo specialista.

Per demenza s’intende un deficit cognitivo che interessi almeno due funzioni cognitive superiori a carattere progressivo e che impatti sulle attività della vita quotidiana.

Il nefrologo è, per così dire, il medico dei reni. I reni eseguono diverse funzioni tutte importanti per l’organismo, tra le quali l’azione di depurazione del sangue dalle tossine, la regolazione della pressione arteriosa, della quantità di acqua, del bilancio di alcuni fondamentali minerali quali sodio, calcio, potassio, fosforo, e la produzione di un ormone, l’eritropoietina, che determina la quantità di globuli rossi nel sangue. Le patologie che interessano i reni sono diverse (nefriti, calcolosi, cisti, alterazioni morfologiche, etc.) e, se non curate possono portare, nel tempo, a gravi complicanze. Le cause delle patologie renali sono varie, tra le quali la familiarità, l’alimentazione (eccesso di proteine), l’obesità, lo stile di vita (sedentarietà, abuso di alcolici, di droghe, fumo, ipertensione arteriosa, diabete). La Visita nefrologica è eseguita per valutare il grado di funzionalità dei reni e stabilire l’idonea terapia. Il nefrologo valuta i trattamenti da eseguirsi in caso di nefropatie (cioè le malattie del rene), sia con farmaci, sia senza farmaci, sia per mezzo dell’emodialisi (depurazione del sangue dalle sostanze tossiche che non sono più eliminate normalmente attraverso l’attività dei reni). Segnale primario di una malattia renale in corso è l’albuminuria, ovvero la presenza di proteine (soprattutto albumina) nelle urine.

La Visita Nefrologica successiva normalmente segue una prima visita già effettuata con lo stesso specialista, allo scopo di verificare la diagnosi, oppure controllare gli accertamenti diagnostici effettuati, oppure ancora valutare l’efficacia della terapia farmacologica seguita, e così via.

La Visita Neurochirurgica ha lo scopo di valutare la presenza di patologie del Sistema Nervoso Centrale o Periferico eventualmente suscettibili di terapia chirurgica, tra le quali patologie della colonna (ernie, listesi, etc.), traumatologia cranica e vertebromidollare, malformazioni vascolari, nevralgia del trigemino, sindrome del tunnel carpale, etc. Naturalmente, come qualsiasi visita specialistica, anche la visita neurochirurgica non può prescindere da un’iniziale anamnesi tradizionale con la quale si valuta la situazione clinica attuale del paziente e quella passata, con riguardo a malattie passate, malattie presenti in famiglia, eventuali farmaci presi ed analisi di disturbi passati o presenti. Si passa poi all’analisi del disturbo lamentato dal paziente.
Le Patologie della colonna vertebrale più frequenti sono l’artrite reumatoide, la discopatia e la protusione discale (che possono provocare cervicalgia e cervicobrachialgia, dorsalgia, lombalgia e lombo sciatalgia) l’osteoartrosi, crolli vertebrali, etc. Lo specialista, una volta accertata e diagnosticata la presenza di uno di questi disturbi indicherà il percorso curativo idoneo per ciascuno di essi.

La Visita Neurochirurgica successiva normalmente segue una prima visita già effettuata con lo stesso specialista, allo scopo di verificare la diagnosi, oppure controllare gli accertamenti diagnostici effettuati, oppure ancora valutare l’efficacia della terapia farmacologica seguita, e così via.

VISITA PER TERAPIA DEL DOLORE

Talvolta il dolore perde il suo significato utile di allarme per l’integrità dell’organismo e diviene esso stesso una malattia; altre volte il dolore è determinato da malattie per le quali non si hanno possibilità di guarigione. In entrambi i casi possiamo dire che il dolore costituisce un’inutile sofferenza e riuscire a controllarlo significa dare un senso alla vita delle persone, permettere una vita più costruttiva e serena.

La Visita Medica è finalizzata alla comprensione dei meccanismi che provocano il dolore, attraverso la descrizione che il paziente fa dei suoi disturbi, l’esame fisico e la visione degli accertamenti già eseguiti (radiografie, altri esami).

Terapia del Dolore trova indicazione per persone il cui dolore è diventato cronico, e particolarmente complesso o non riconosce una causa ben evidente. In particolare si tratta di pazienti affetti da dolore che perdura da lungo tempo e che sembra resistente agli usuali trattamenti.

VISITA NEUROPSICOLOGICA: La neuropsicologia clinica si occupa dell’identificazione e della quantificazione delle alterazioni cognitive ed emotivo-motivazionali associate a lesioni, degenerazioni o disfunzione cerebrale (deficit del linguaggio, orale o scritto; della percezione visiva e spaziale; della memoria, dell’attenzione, delle funzioni esecutive, del ragionamento, della programmazione e realizzazione del comportamento motorio e dell’azione complessa).

L’esame neuropsicologico è un importante ausilio diagnostico nell’individuazione della lateralizzazione e localizzazione delle lesioni cerebrali, nella valutazione dei deficit cognitivi conseguenti a numerose patologie neurologiche e psichiatriche, come pure delle complicanze di diverse malattie internistiche. La rivalutazione a distanza di tempo consente inoltre di monitorare l’eventuale ingravescenza dei disturbi in malattie neurodegenerative, oltre che gli effetti di interventi neurochirurgici e l’efficacia di trattamenti farmacologici e piani riabilitativi.

I campi di applicazione dell’intervento neuropsicologico nella pratica clinica sono molteplici: ambito neurologico, ambito psichiatrico, ambito riabilitativo, ambito dell’abuso delle sostanze settore medico-legale, campo psicosociale.

L’esame neuropsicologico si svolge attraverso la seguente modalità:

  • colloquio psicologico con il paziente e raccolta di dati anamnestici;
  • colloquio con un famigliare ove sia necessario e/o possibile
  • consultazione di referti neuroradiologici
  • somministrazione di test tarati e standardizzati, di interviste e questionari strutturati
  • analisi dei risultati e stesura della relazione neuropsicologica
  • eventuali colloqui di sostegno psicologico con il paziente o con il famigliare.

Fascia di popolazione a cui si rivolge

Il servizio è rivolto a pazienti di età superiore a 18 anni:

  • con disturbi cognitivi (da lesioni cerebrali di varia natura, traumi cranici, patologie neurologiche, ictus cerebrali, disturbi del movimento, epilessie, patologie psichiatriche, interventi neurochirurgici, abuso di sostanze, sospette patologie neurodegenerative)
  • pazienti con diagnosi di demenza, seguiti con controlli semestrali per il monitoraggio dei farmaci anticolinesterasici
  • pazienti con diagnosi di demenza e gravi disturbi comportamentali

Visita oculistica è costituita da una serie di test effettuati dall’oculista per valutare le condizioni di salute degli occhi e misurare l’acutezza visiva di una persona, ossia la capacità di mettere a fuoco e distinguere gli oggetti.

A prescindere dai sintomi soggettivi, è raccomandabile eseguire dei controlli oculistici periodici e approfonditi di routine, anche in considerazione del fatto che molte malattie oculari sono asintomatiche.

Generalmente, la visita oculistica di base si svolge prima con un esame esterno degli occhi, poi si passa ad effettuare dei test specifici per l’acutezza visiva, la funzionalità pupillare, la motilità dei muscoli esterni dell’occhio, la misurazione della pressione interna degli occhi (tonometria) e, infine, l’esame del fondo oculare.

Le congiuntive e la sclera possono essere ispezionate invitando il paziente a guardare in alto e in basso, utilizzando una fonte di luce intensa e un biomicroscopio per l’osservazione dei dettagli. La cornea e l’iride sono osservate in modo simile.

Visita odontoiatrica è eseguita da un Medico Specialista in Odontoiatria e consiste nel

  1. compilare una cartella anamnestica con la finalità di conoscere eventuali patologie pregresse o in atto del paziente.
  2. verificare l’eventuale presenza di carie.
  3. valutare lo stato delle gengive (presenza di tasche o arretramenti gengivali).
  4. effettuare un esame della masticazione e dell’articolazione delle arcate dentarie.
  5. richiedere eventuali controlli radiografici.
  6. formulare un eventuale piano di lavoro curativo.

La Visita Ortopedica prevede una fase iniziale caratterizzata da un’anamnesi completa relativa alla situazione clinica attuale del paziente e alla continua… storia clinica passata con riguardo a malattie pregresse, malattie presenti in famiglia, eventuali farmaci assunti e analisi di disturbi passati o presenti. Si passa poi all’analisi delle struttura e delle funzioni dell’apparato locomotore oggetto di patologia o alterazioni. L’apparato locomotore è l’insieme di ossa, articolazioni e muscoli che consentono al corpo di stare in piedi, di camminare e di compiere qualsiasi altro tipo di movimento. Le più comuni patologie di interesse ortopedico sono l’artrosi dell’anca e del ginocchio (patologia degenerativa delle articolazioni), le meniscopatie (sofferenze del menisco, che è un elemento del ginocchio), periartrite (infiammazione dei tessuti che circondano un’articolazione) e sindrome del tunnel carpale (sofferenza di un nervo della mano).
Durante la visita lo specialista valuta altri importanti aspetti tra i quali la postura, la forza muscolare, i range di movimento, eventuali gonfiori e riflessi. Durante la visita, l’ortopedico visiona eventuali radiografie che consentono di fornire una misura corretta del danno articolare o della deformità. A volte possono essere utili ulteriori esami strumentali per confermare la diagnosi.

La Visita Ginecologica è in genere preceduta da un’anamnesi relativa alla situazione clinica attuale della paziente e alla storia clinica passata con riguardo ad eventuali malattie, patologie presenti in famiglia, assunzione di farmaci e informazioni sullo stile di vita. Si passa poi a informazioni più specifiche sulla regolarità o meno dei cicli mestruali, eventuali perdite anomale di sangue, pruriti, bruciori a livello dei genitali o dolori atipici, fastidi durante i rapporti sessuali, etc. Dopo tale colloquio informativo, si procede con la visita vera e propria che consiste in un esame esterno (palpazione dell’addome ed esame della vulva) e in un esame interno. Questo si divide in due fasi: un esame manuale dove il medico esegue un’esplorazione digitale della vagina e con l’altra mano palpa l’addome per valutare forma, consistenza, mobilità e posizione degli organi interni (utero, ovaie e tube); e l’esame con lo speculum, uno strumento che, inserito in vagina, consente di vedere in modo chiaro il collo dell’utero e le pareti vaginali, al fine di visualizzare/escludere eventuali anomalie presenti (ad esempio: erosioni, infiammazioni, secrezioni patologiche). Tramite questo strumento è possibile eseguire il pap-test. La visita può prevedere anche un esame clinico del seno.

La Visita Ginecologica successiva segue normalmente una prima visita già effettuata con lo specialista, allo scopo di verificare la diagnosi, oppure controllare gli accertamenti diagnostici effettuati, oppure valutare l’efficacia della terapia farmacologica prescritta.

PAP-TEST

Il Pap test è un esame in grado di individuare, donne a rischio di sviluppare un cancro del collo uterino (carcinoma della cervice uterina). Poiché il tumore del collo dell’utero progredisce lentamente si possono diagnosticare lesioni pre-tumorali, che se trattate in tempo possono guarire evitando la progressione in tumore vero e proprio. Il pap test va eseguito, se non sopraggiungono altri problemi, una volta l’anno. Uno strumento chiamato speculum è inserito all’interno della vagina in modo che il medico possa vedere il collo dell’utero, con un piccolo spazzolino e una spatolina si prelevano delle cellule, che vengono strisciate su un vetrino e inviate al laboratorio per l’analisi. Dall’analisi del campione citologico possono essere raccolte numerose altre informazioni sull’equilibrio ormonale della donna, presenza di eventuali infezioni batteriche, virali o micotiche. La risposta si ha, in genere, dopo circa una settimana. 

RICERCA HPV

Il cancro del collo uterino è l’unica forma di tumore di cui sia dimostrata un’origine virale e, nello specifico, la causa di tale tumore è da ricercare nel Papilloma Virus (HPV). Questo è un virus in grado di trasformare le cellule della cervice uterina entrando nel controllo del loro meccanismo di replicazione. La sua trasmissione avviene principalmente per via sessuale e, oltre a determinare le alterazioni cellulari responsabili dell’insorgenza del carcinoma della cervice uterina, è anche la causa dei condilomi (anche conosciuti come “verruche” ). Il test HPV serve per determinare la presenza di questo virus.

TAMPONE VAGINALE

Il Tampone vaginale è un prelievo del secreto vaginale, per mezzo di un tampone ovattato che è inserito in vagina. L’analisi della secrezione vaginale si fa, in genere, per verificare la presenza di eventuali infezioni del primo tratto genitale, in presenza di perdite vaginali anomale  o disturbi quali prurito, bruciore , dolore o difficoltà durante i rapporti sessuali. Si può fare anche se la donna è vergine. Si consiglia sempre la sospensione di qualunque terapia antibiotica almeno 4-5 giorni prima dell’esame, evitare i rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti l’esame e non essere in periodo mestruale. Il campione prelevato è poi inviato al laboratorio e la risposta si ottiene in genere dopo 4-5 giorni.

 

ECOGRAFIA GINECOLOGICA

L’ecografia ginecologica (o ecografia pelvica) è un esame complementare alla visita ginecologica, serve per visualizzare l’utero e le ovaie al fine di diagnosticare/escludere patologie a carico dei suddetti organi.

Si può eseguire per via trans-addominale, appoggiando una sonda sulla parete addomino-pelvica (“pancia”) della donna o per via trans-vaginale, introducendo la sonda in vagina. Quando si esegue l’ecografia trans-addominale è necessario avere la vescica piena per ottenere una migliore visualizzazione dell’utero e delle ovaie, mentre per eseguire l’ecografia trans-vaginale è preferibile avere la vescica vuota.

La via trans-vaginale, grazie alla vicinanza agli organi genitali interni, consente un’accuratezza diagnostica maggiore rispetto alla sola ecografia ginecologica addominale. In particolare permette una migliore visualizzazione dell’endometrio (il tessuto all’interno dell’utero) e delle ovaie.

E’ consigliabile eseguire un’ecografia pelvica nei seguenti casi:

  • dolore pelvico o addominale;
  • sanguinamenti uterini anomali;
  • sensazione di gonfiore o peso pelvico;
  • amenorrea primitiva o secondaria.

Oppure quando alla visita ginecologica siano state rilevate:

  • tumefazioni annessiali;
  • tumefazioni uterine.

La visita otorinolaringoiatrica è l’esame medico che ha l’obiettivo di individuare eventuali patologie a carico di orecchie, naso, gola e alle altre strutture appartenenti al distretto testa-collo che possono presentare patologie associate, come infiammazioni, infezioni e tumori. Tali prestazioni mirano a studiare la funzione uditiva e dell’equilibrio e sono rivolti a tutti i pazienti affetti da patologie dell’orecchio come sordità, otalgia, otorrea, acufeni (fischi, ronzii, etc.), vertigini, instabilità.

Esame audiometrico tonale e vocale

test di misurazione della soglia uditiva, eseguibile sia per via aerea che per via ossea con eventuale mascheramento contro-laterale ove necessario, eseguito con un apparecchio tarato computerizzato chiamato audiometro; il suono viene trasmesso al paziente tramite o cuffia o vibratore osseo; i risultati vengono riportati su un grafico che prende il nome di audiogramma tonale

Esame impedenzometrico

Il test è fondamentale per individuare eventuali problemi a carico dell’orecchio medio (sospetta Otosclerosi o presenza di catarro nell’orecchio), viene eseguito inserendo un tappino di gomma con tre piccoli fori, all’interno del condotto uditivo esterno in modo da ottenere una chiusura ermetica e poter iniziare la registrazione.

Visita pneumologica è una visita medica effettuata dallo specialista in pneumologia, che studia e cura le malattie dei bronchi e del polmone. In particolare, la visita è finalizzata alla diagnosi delle malattie dell’apparato respiratorio acute, croniche o neoplastiche, e all’individuazione del più opportuno trattamento

Visita pneumologica

per la diagnosi e il trattamento delle patologie respiratorie nel sonno (apnee, ipopnee centrali e periferiche) mediante spirometria di base e dopo broncodilatazione, saturimetria a riposo e registrazione polisonnografica al domicili

Consiste nella effettuazione di un esame clinico completo delle mammelle. La visita inizia in genere con l’anamnesi e cioè con la raccolta di informazioni da parte del medico relativa alla situazione clinica attuale della paziente e alla storia clinica passata con riguardo all’età della prima gravidanza, alla durata dell’allattamento, all’età di comparsa e di eventuale scomparsa del ciclo mestruale e alla familiarità per il carcinoma della mammella. L’anamnesi è volta ad identificare la presenza di eventuali fattori di rischio. Si procede quindi all’osservazione morfologica delle mammelle in differenti posture (seduta, con braccia alzate, distesa, etc.) per valutarne dimensioni, simmetria e profilo, per arrivare, quindi, alla palpazione vera e propria nella quale si esaminano, i cavi ascellari, i solchi sottomammari e le fosse sopra e sottoclaveari. La visita viene conclusa con la palpazione del capezzolo e dell’area limitrofa, per valutare eventuali ispessimenti o noduli.

VISITA SPECIALISTICA UROLOGICA (prima visita):

La Visita Urologica è finalizzata ad indagare la presenza di eventuali patologie o anomalie dell’apparato genitourinario maschile e femminile, dai tumori (rene, vescica, ureteri, prostata, pene, testicolo) alla calcolosi delle vie urinarie, dall’impotenza all’infertilità, dalle infezioni urinarie alla incontinenza urinaria maschile e femminile, fino al prolasso organi pelvici.

Alla diagnosi può far seguito una terapia che può essere anche essere chirurgica.

Durante la prima visita viene raccolta un’anamnesi completa, per conoscere eventuali pregresse patologie, interventi precedentemente eseguiti, presunte allergie o intolleranze, familiarità per patologia. A questo fa seguito una serie di domande specifiche o la somministrazionediquestionari standardizzati,perindagaresueventualidisturbidell’apparato genitourinario.

L’esame obiettivo del paziente prevede l’ispezione, la palpazione dell’addome e dei genitali, la valutazione di alcuni riflessi nervosi, l’eventuale esplorazione rettale della prostata, se indicata. Lo specialista può eseguire o richiedere esami di approfondimento, se lo ritiene indicato.

VISITA SPECIALISTICA UROLOGICA SUCCESSIVA

La Visita Urologica successiva normalmente segue una prima visita già effetuata con lo stesso specialista,allo scopo di verificare la diagnosi, oppure controllare gli accertamenti diagnostici richiesti, oppure ancora valutare l’efficacia della terapia farmacologica prescritta, e così via.

VISITA SPECIALISTICA ANDROLOGICA (prima visita):

La Visita Andrologica è utile per la diagnosi di alcune patologie della sfera sessuale,perla prevenzione di alcune malattie dell’apparato genitale maschile che, se trascurate, possono compromettere la fertilità. La visita consiste in un’anamnesigeneralechecomportalaraccoltadituttaunaseriediinformazionisustatodi salute attuale e passato, sullo stile di vita etc. fino a domande più specifiche sulla comparsa di eventuali disturbi della vita sessuale.

VISITA SPECIALISTICA ANDROLOGICA SUCCESSIVA

La Visita Andrologica successiva normalmente segue una prima visita già effettuata con lo stesso specialista, allo scopo di verificare la diagnosi, controllare gli accertamenti diagnostici richiesti,valutare l’efficacia della terapia farmacologica prescritta, e così via.

ECOGRAFIA PROSTATICA

L’Ecografia Prostatica Sovrapubica è un esame che consente di studiare le dimensioni e la struttura della prostata in maniera non invasiva. Tale esame consente uno studio limitato della prostata, la misurazione della grandezza (il volume è spesso aumentato nelle infiammazioni), la visualizzazione e valutazione di noduli di una certa entità. Per eseguire un’ecografia per via sovrapubica è necessario il riempimento della vescica, per cui il paziente deve bere circa 1/2 litro di acqua 1-2 ore prima dell’esame e non urinare fino al momento dell’indagine.

ECOGRAFIA PROSTATICA TRANSRETTALE

L’Ecografia Prostatica Transrettale è una tecnica d’indagine molto efficace nello studio della prostata e nella valutazione delle sue dimensioni e della morfologia. In questo esame la sonda viene introdotta nel retto in stretta contiguità con la prostata e questo rende possibile un’ottima visualizzazione della ghiandola nelle sue componenti fondamentali al fine di quantificare il volume, accertare l’eventuale presenza di nodularità sospette, e /o ascessi. Questo esame viene soprattutto utilizzato per eseguire la biopsia prostatica. Quest’ultima è un’indagine invasiva, con cui vengono prelevati frustoli di prostata per fare diagnosi di neoplasia.

ECOGRAFIA RENALE

L’Ecografia Renale è un esame piuttosto affidabile, permette di acquisire iinformazioni sullo stato di salute dei reni, consente di valutare la struttura e le dimensioni dei reni, la presenza di calcoli, l’eventuale dilatazione delle vie urinarie, la presenza di cisti, (formazioni cave di cellule benigne), o di stati infiammatori e/o di tumori. L’ecografia renale è indicata nei pazienti con coliche renali, con ematuria, con ipertensione o con familiarità per patologie renali (ad es. cisti renali). Generalmente non occorre preparazione all’esame.

La zona del corpo del paziente oggetto dell’esame viene trattata con un gel che consente la corretta trasmissione degli ultrasuoni emessi dalla sonda. Non è un esame doloroso, né fastidioso.

ECOGRAFIAVESCICALE

L’Ecografia Vescicale è utile per evidenziare con una certa accuratezza la presenza di eventuali patologie della vescica, tra le quali la presenza di diverticoli, calcoli o eventuali neoformazioni endovescicali. Questo esame è indicato nei pazienti con coliche renali, con ematuria (riscontro di sangue nelle urine), per la diagnosi di calcolosi vesicale, per quantificare il “Residuo Post Minzionale”, per lo studio dell’ipertrofia prostatica, etc. L’esame va effettuato con vescica piena, quindi il paziente deve bere circa un ½ litro di acqua 1-2 ore prima.

ECOGRAFIATESTICOLARE

L’Ecografia Testicolaresi esegue posizionando la sonda cosparsa di gel al livello dello scroto e delle regioni limitrofe. Vengono esaminati morfologia e struttura del testicolo, dell’epididimo (struttura situata a ridosso del testicoli o didimo ) e degli spazi peri-testicolari.

E’ un esame altamente affidabile dal punto di vista diagnostico con il quale vengono in genere indagate patologie quali: neoplasie del testicolo e/o dell’epididimo, l’Orchite (infiammazione acuta di uno o entrambi i testicoli), la Torsione del testicolo, l’Idrocele (presenza di liquido eccessivo tra le membrane che rivestono il testicolo), il Varicocele (dilatazione delle vene situate intorno al testicolo con un “ristagno”), lo Speratocele , le Epididimiti. Viene effettuato con paziente sdraiato ed in piedi. Non è necessaria alcuna preparazione.

ECOCOLOR DOPPLER PENIENO

L’EcoColorDoppler Penieno Dinamico è attualmente la migliore tecnica per immagini per la diagnosi, non invasiva, delle patologie peniene. Tale esame fornisce una valutazione sulla funzionalità del distretto vascolare penieno, con riguardo alla dilatabilità e alla morfologia delle arterie cavernose e dei piccoli rami che da esse dipartono per portare il sangue all’interno dei corpi cavernosi. L’ecocolordoppler permette, dunque, una valutazione delle patologie peniene di quelle malformative, degenerative e traumatiche, consentendo, inoltre, di individuare l’esistenza di calcificazioni, ispessimenti o alterazioni dei tessuti. Viene, in genere, eseguito per approfondire la valutazione del deficit erettivo organico. E’ denominato “dinamico” poichè durante l’indagine viene iniettata all’interno dei corpi cavernosi una sostanza, solitamente prostaglandina E1, in grado di determinare la distensione della muscolatura dei corpi cavernosi e delle arterie del pene, causando così una erezione artificiale. Tale erezione farmaco-indotta potrebbe durare oltre le 4 ore e diventare dolorosa, in tal caso è opportuno contattare lo specialista che ha eseguito l’esame.

ECOCOLORDOPPLER SCROTALE/TESTICOLARE/DEI VASI SPERMATICI

Si tratta di un esame strumentale che viene eseguito nel caso si sospetti un varicocele, nello studio dell’infertilità . Il varicocele si manifesta in genere a sinistra, con un dolore o senso di peso, legato alla stasi e al reflusso di sangue venoso nello scroto, con dilatazione delle vene del plesso pampiniforme. Si è visto che tale patologia può comportare una riduzione della qualità del liquido seminale. Tale patologia andrebbe diagnosticata e trattata precocemente.